Con una manovra furbesca il Movimento 5 Stelle cerca di salvare la faccia sulla Tav.
I pentastellati hanno scelto di presentare una mozione sull’alta velocità in Parlamento per avere la possibilità di vedersela bocciata e raccontare nelle piazze che loro hanno mantenuto il piglio ma è stato il Parlamento a dire no.
Una trovata in stile vecchia Dc dove il conflitto viene ‘normalizzato’ nell’Aula e non si toccano gli equilibri del Governo. La patata bollente dell’annuncio che la Tav dev’essere realizzata è toccata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte che oggi ci tiene a sottolineare che il voto di oggi non è sul suo operato.
Da segnalare la reazione un po’ così di un Luigi Di Maio contrariato e sorpreso per la scelta del ‘suo’ premier. Oggi come è previsto la maggioranza giallo-verde platealmente si spaccherà sulla Tav. Saranno solo i grillini ad opporsi.
I grillini – che hanno 107 senatori – hanno presentato una mozione che chiede lo stop alla realizzazione dell’Alta velocità fra Torino e Lione. L’opposizione all’opera è agitata come un’ultima bandiera di fronte al popolo No Tav, che ora sconfessa il Movimento.
La Lega (che ha 58 senatori) non ha presentato un testo, ma è favorevole, favorevolissima, all’opera. Ed è pronta a votare i documenti favorevoli presentati da Pd (51 seggi), Forza Italia (61) e Fratelli d’Italia (18). E ha confermato il no al testo M5S. In tutto 6 le mozioni: ci sono anche di +Europa (favorevole all’opera) e Leu (contraria).
Il possibile caso di una crisi dell’esecutivo è però accuratamente evitata. Insomma, la mozione no-Tav che il M5S si appresta a votare non sarebbe affatto una sfiducia nei confronti della Lega.
Anche se Matteo Salvini sovraccarica il voto dicendo che è il momento della verità, di capire se il Movimento 5 Stelle vuole onorare l’alleanza.
Per chiarire ogni equivoco, per mettere le mani avanti, per sistemare in sicurezza l’esecutivo ecco la nota “La votazione sulla mozione-Tav in programma al Senato – viene affermato – non prefigura in alcun modo un sindacato sull’operato del governo né tantomeno sull’operato del presidente del Consiglio”.
E il leader M5s, con la sua presenza a Palazzo Madama, vuole inviare un messaggio ai suoi e insieme lanciare una campagna di rivendicazione delle ‘battaglie’ pentastellate e di accuse all’alleato di essere totalmente schiacciato sul ‘sistema’ dei partiti. Comunque venendo alla somma qualsiasi decisione venga presa dal Parlamento, non mette in discussione le scelte del governo e tantomeno il governo stesso.
Tra l’altro la materia Tav è regolato da trattati internazionali quindi oggi è un passaggio per dare ossigeno ai vertici dei 5 Stelle sempre più in crisi con il proprio popolo. Diversa, invece, la partita che si potrebbe aprire e coinvolgere il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli, il vero sconfitto.
Non è un segreto se lo stesso Matteo Salvini ne chiede la sostituzione perchè oltre alla Tav, Toninelli è inadeguato al suo ruolo – sostengono i vertici della Lega -. Ma i grillini tengono il punto e dicono all’alleato che non se ne parla proprio, forse.